I due principali tipi di addensatori: come funzionano in modo diverso
1. Addensanti non associativi (ad es., eteri di cellulosa):
Formare una rete tridimensionale attraverso l'intreccio fisico delle catene molecolari.
Esempio tipico: idrossietilcellulosa (HEC)
- Elevata idrofilia e scarsa compatibilità con le resine idrofobiche
- In caso di sovradosaggio, formano barriere rigide che impediscono la coalescenza delle particelle di lattice
2. Addensanti associativi (ad es., HASE / HEUR):
Formare punti di reticolazione fisica tramite gruppi idrofobici.
Costruire una rete tridimensionale transitoria, dotando il sistema di:
- Tissotropia (proprietà anti-colatura)
- Viscosità ad alto taglio (per facilitare l'applicazione)
Core Reveal: come l'eccesso di addensante compromette la resistenza del rivestimento attraverso 4 meccanismi
1. Deterioramento della rete: la struttura del rivestimento passa da “flessibile” a “rigida”
Che si tratti dell’intreccio fisico della cellulosa o della reticolazione dinamica degli addensanti associativi, un’aggiunta eccessiva farà sì che la densità di reticolazione del sistema superi in modo anomalo l’intervallo normale.
La rete elastica poco compatta, originariamente adattata alla deformazione del film di rivestimento, si trasforma in una rete rigida ed eccessivamente densa. Dopo l’indurimento, le catene molecolari risultano completamente bloccate, la tensione strutturale interna è sbilanciata, la resistenza complessiva del film di rivestimento diminuisce in modo significativo e questo perde la sua resistenza di base alle crepe.
2. Interferenza nella formazione del film: una polimerizzazione incompleta comporta difetti intrinseci
Il processo di formazione del film di rivestimento si basa essenzialmente sulla migrazione delle particelle di lattice, sulla loro coalescenza e sulla polimerizzazione per reticolazione.
Le molecole di addensante in eccesso sono disperse uniformemente nel sistema, ostacolando la migrazione e la coalescenza delle molecole di resina, lasciando al contempo un gran numero di gruppi terminali molecolari non reagiti.
Il risultato finale è che il film di rivestimento sembra asciutto e ben formato, ma in realtà la sua polimerizzazione è incompleta, con un reticolamento insufficiente, e presenta al suo interno numerose zone di debolezza nascoste, che tendono a fessurarsi sotto l’azione delle sollecitazioni.
3. Descrizione del difetto: la separazione microfase forma punti di concentrazione delle sollecitazioni
Questo è l'aspetto fondamentale che più facilmente si tende a trascurare.
Un eccesso di addensante provoca la separazione in microfasi dalla resina principale, formando innumerevoli piccoli microdomini incompatibili all’interno del film di rivestimento, che costituiscono naturali punti di concentrazione delle sollecitazioni.
Dati di riferimento: per ogni 1% in eccesso di addensante, la densità dei difetti del rivestimento aumenta di 15% e la velocità di propagazione delle crepe accelera direttamente di 3-5 volte. Le crepe possono essere facilmente innescate da lievi forze esterne o variazioni di temperatura.
4. Alterazione delle proprietà fisiche: perdita totale dell'elasticità del rivestimento
Un eccesso di addensante modifica direttamente le proprietà fisiche intrinseche del rivestimento, aumentando in modo significativo la temperatura di transizione vetrosa (Tg) e il modulo elastico del film di rivestimento.
Processi chiave che influenzano il processo
1. Eccessiva reticolazione fisica
- I punti di reticolazione si fissano dopo la polimerizzazione, formando una rete rigida che limita il movimento dei segmenti molecolari.
- Analogia: reticolazione chimica eccessiva.
2. Creazione di una rete secondaria
- I microdomini incompatibili agiscono come “riempitivi rigidi”.
- Limitano la deformazione della rete principale, determinando una riduzione della tenacità di oltre 50%.
3. Concentrazione delle sollecitazioni
- Ogni 1% di eccesso di addensante aumenta la densità dei difetti di 15%.
- La velocità di propagazione della fessura aumenta da 3 a 5 volte
Differenze tra i vari tipi di addensanti
1. Eccedenza HEC
- Ostruzione fisica (simile all’aggiunta di una quantità eccessiva di paglia nel calcestruzzo)
- Aumento della densità dei difetti interfacciali
2. HEUR in eccesso
- Limite di rete (simile all'uso eccessivo di barre d'acciaio nel calcestruzzo)
- Formazione di microdomini duri
Soluzioni
1. Controllo del dosaggio
- Addensanti non associativi: ≤ 2%
- Addensanti associativi: ≤ 1,5%
2. Ottimizzazione reologica
- Mantenere l'intervallo di viscosità tissotropica compreso tra 500 e 800 Pa·s
- Mantenere il rapporto tra la viscosità ad alto taglio e quella a basso taglio a 3:1
3. Miglioramento della compatibilità
- Aggiungere 0,2–0,51 TP15T di agente bagnante
- Adottare un processo di polimerizzazione con riscaldamento graduale



