Recentemente, due giganti dell'industria chimica mondiale - BASF e Dow - hanno pubblicato i loro ultimi rapporti finanziari. Entrambi hanno dovuto affrontare le pressioni del mercato, ma le loro strategie e le loro performance sono state molto diverse.
Capire il crollo della domanda globale
Questo riflette un cambiamento significativo nell'intero settore chimico e delle materie plastiche. In primo luogo, è fondamentale comprendere il contesto più ampio: la domanda globale di prodotti chimici è attualmente debole, con ripercussioni su entrambi i colossi.

BASF, ad esempio, ha registrato un calo delle vendite di circa 2% su base annua nel secondo trimestre del 2025. L'azienda stessa ha dichiarato che quasi tutte le aree di business hanno registrato un calo, con scarsi miglioramenti sia nei materiali chimici legati al settore automobilistico che nelle materie prime per i beni di consumo. In sostanza, l'intero mercato finale è piatto.
Per quanto riguarda Dow, sebbene anch'essa sia stata colpita dal calo della domanda, le sue vendite nel settore degli imballaggi e delle materie plastiche speciali hanno registrato una leggera ripresa. Perché? Perché i prodotti chimici per l'imballaggio sono legati a beni di prima necessità come il cibo e le necessità quotidiane. Anche se i consumatori sono attenti alle spese, hanno comunque bisogno degli imballaggi necessari. Tuttavia, per quanto riguarda i beni durevoli come l'edilizia e le automobili, i consumatori sono meno propensi a sostituirli, per cui i materiali chimici ad essi correlati naturalmente non si vendono bene.
Differenziazione strutturale e resilienza
Emerge quindi il primo segnale chiave: il mercato non è più quello generalmente prospero dell'anno scorso, in cui tutti hanno tratto profitto. Al contrario, c'è una differenziazione strutturale per cui alcune aziende hanno superato la tempesta mentre altre no. Le aziende strettamente legate ai beni di prima necessità hanno mostrato una maggiore resistenza, mentre quelle legate ai beni durevoli, come l'edilizia, hanno dovuto affrontare una pressione significativa. Ciò si è chiaramente riflesso nell'International Coatings Exhibition tenutasi a Shanghai lo scorso novembre, dove la domanda di rivestimenti architettonici ha subito un forte calo, mentre quella di rivestimenti di fascia alta ha registrato un aumento significativo.
L'impatto della geografia e dei costi energetici
Parliamo della seconda differenza fondamentale: i costi e la posizione geografica. Questa è la chiave per entrambe le aziende. La sede centrale di BASF è in Germania. Come tutti sappiamo, negli ultimi anni i prezzi dell'energia in Europa sono rimasti elevati, insieme alle rigide politiche di regolamentazione, facendo salire alle stelle i costi operativi delle fabbriche e rendendole sempre meno competitive. Questo è già evidente.
Dow, tuttavia, è diversa. Con sede in Nord America, dove il gas naturale è relativamente a buon mercato, il vantaggio di costo di Dow nei prodotti ad alta intensità energetica come i prodotti chimici di base è immediatamente evidente. Mentre altri hanno difficoltà nelle regioni ad alto costo, Dow ottiene una facile vittoria nelle regioni a basso costo.

Spostamento dei centri di produzione e risposte strategiche
Questo riflette una tendenza importante: il centro di produzione chimica globale si sta gradualmente spostando dall'Europa verso regioni ad alta efficienza energetica come il Nord America e il Medio Oriente. Anche BASF non è ingenua: attualmente sta chiudendo i suoi vecchi impianti europei e ne sta costruendo di nuovi a Zhanjiang e Henan, in Cina, proprio per evitare le insidie dei costi elevati.
In breve, la geopolitica e i prezzi dell'energia stanno rimodellando la catena di approvvigionamento globale. La capacità produttiva si sposta dove i costi sono bassi e le politiche stabili. Questi due colossi stanno rispondendo alle sfide in modi completamente diversi. BASF sta perseguendo un percorso di integrazione globale e di innovazione tecnologica, riducendo i costi, tagliando le spese superflue e puntando su servizi ad alta tecnologia come i materiali per batterie e le soluzioni agricole. Sta aumentando il valore aggiunto dei suoi prodotti per compensare le perdite nella chimica di base. Dow, invece, si concentra sui suoi punti di forza principali, utilizzando materie prime a basso costo in Nord America per concentrarsi su specialità chimiche ad alto profitto e a forte crescita, nonché su progetti di economia circolare, come il riciclaggio della plastica, perfezionando ciò che sa fare meglio.
L'era della specializzazione
L'approccio di queste due aziende ci offre un'idea: l'era in cui si vinceva nell'industria chimica essendo grandi e completi è finita; ora si tratta di una strategia mirata di specializzazione e forza. In un mercato volatile, questa strategia è più resistente e redditizia.



